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"...Noi non rimarremo in silenzio. Noi siamo la vostra cattiva coscienza. La Rosa Bianca non vi darà pace..."
POLITICA
13 ottobre 2007
Ma la Politica è un'altra cosa
 Vi giro questo articolo molto interessante... leggetelo!

Ma la politica è un’altra cosa

“È facile distruggere, ma costruire è un’altra cosa”. Sta in queste poche parole, pronunciate da Romano Prodi durante la trasmissione Porta a porta di lunedì 17 settembre, il senso del confronto innescatosi negli ultimi tempi tra Beppe Grillo e il presidente del Consiglio, tra i blogger e il “palazzo”, tra la cosiddetta “antipolitica” e la politica tout court.
In realtà ha ragione il comico genovese a puntare il dito contro le inefficienze, gli errori, gli sprechi che sono un elemento evidente, forse strutturale, della vita politica nazionale. Una denuncia che prende oggi le strade del web, ma che ieri o l’altro ieri assumeva le sembianze dei girotondini, del giornalismo d’inchiesta (si pensi al recente volume La casta di Gian Antonio Stella), dei cortei di protesta o dell’Uomo qualunque di Guglielmo Giannini.
In Italia gli argomenti non mancano su questo fronte e i cittadini probabilmente non ne possono più delle smargiassate firmate da rappresentanti del popolo che, anziché operare per il “bene comune”, pensano a dare spettacolo.

Detto questo, non è sufficiente denunciare. Bisogna costruire. Altrimenti si cade proprio nell’errore che commette Grillo: le scorciatoie non fanno politica, non aiutano a comprendere i problemi della gente per poi risolverli.
E senza i partiti non si può fare politica. Oggi essi assomigliano più a gusci vuoti che a vivaci organismi democratici, costituzionalmente deputati a far da tramite tra il popolo sovrano e le “stanze dei bottoni”, dove si decide il futuro di una città, di una regione o dell’intero paese. D’altronde eliminando i partiti (o riducendoli a strutture elettorali a servizio del capo carismatico di turno) si apre la strada a un’involuzione oligarchica che lascia la politica nelle mani della “casta”.
Sbaglia ancora Grillo quando minaccia di passare dalla denuncia indignata al partito virtuale, alle liste civiche cui lui solo dovrebbe assegnare il marchio di fabbrica. Eccola lì, un’altra volta, la scorciatoia, l’autoreferenzialità, la benedizione del leader che salta i passaggi della paziente prassi democratica, della costruzione del consenso, del confronto culturale, della fatica programmatica… Così Grillo, dopo aver fatto il verso ai politici, ne eredita le peggiori derive.

Sul versante opposto sta la politica fatta di valori e principi da realizzare, di formazione all’impegno per costruire la città dell’uomo, di competenza, di piccoli passi; quella che mette in relazione i problemi da risolvere con le - sempre poche - risorse a disposizione. Ed è questa la politica che ha prospettato Prodi (capo di un Esecutivo certo non esente da difetti): niente promesse vane, ad esempio sulla riduzione delle tasse; serietà; gradualità. Obiettivi alti e piccoli passi per realizzarli. Un atteggiamento che dovrebbe essere apprezzato anche da chi oggi siede all’opposizione e domani potrebbe essere chiamato ad assumere le redini dell’Italia.

di Gianni Borsa

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