Mesagne LAROSABIANCAPERSEMPRE | Il Cannocchiale blog .

LAROSABIANCAPERSEMPRE
"...Noi non rimarremo in silenzio. Noi siamo la vostra cattiva coscienza. La Rosa Bianca non vi darà pace..."
POLITICA
26 gennaio 2010
Brunetta copia Bertinotti? Eppure i loro sostenitori non se ne rendono conto.
Ha fatto scalpore la proposta di Brunetta di questi ultimi giorni: "500 € ai giovani disoccupati". Così tanto scalpore che hanno tuonato anche i sindacati, oltre che agli esponenti del centrosinistra

Qualche anno fa, nel 2000, per l'esattezza di "salario sociale" per i giovani disoccupati parlava un altro politico... Fausto Bertinotti... e allora tuonavano gli esponenti di centrodestra!

Infondo l'unica differenza è la fonte del finanziamento per questa spesa! Certo la differenza è sostanziale... ma i nostri politici possono dirci se condividono intanto una idea... perché così sembra quasi che di idee ne abbiano poche.. anzi una sola: vincere e sconfiggere le elezioni! Tutto il resto... è teatrino!

Che mondo strano è la politica, vero?
diritti
15 gennaio 2010
Pioggia di euro per i pensionati pugliesi grazie al patronato èpaca della Coldiretti

Pioggia di euro per i pensionati pugliesi. Non poteva cominciare meglio il 2010 per alcuni assistiti dal patronato EPACA della Coldiretti. I casi eclatanti si sono verificati nelle province di Brindisi, Foggia e Lecce. A Brindisi due pensionati hanno incassato rispettivamente 51.600 e 11.000 euro netti di arretrati. A Foggia l’intervento del patronato EPACA ha consentito a tre assistiti di recuperare rispettivamente 52.700 euro, 32mila euro e 20.700 euro. Infine, a Lecce tre pensionati si sono visti riconoscere arretrati per 41.484 euro, 30.591 euro e 37.945 euro. Per non parlare degli ‘arretrati di consolazione’ per conguagli di pensione che sono stati incassati da numerosi assistiti, pari a 9.000 euro, 7.500 euro. 4.500 euro, 3.500 euro e così via dicendo a Bari, Foggia e Taranto.
 

I fortunati in questione avranno anche un congruo aumento della pensione in pagamento ogni mese, beneficio non trascurabile nell’ambito dell’attuale momento congiunturale, che va a privilegiare in moltissimi casi una categoria, quella dei pensionati coltivatori diretti, che spesso gode di trattamenti pensionistici modesti. Si tratta dei risultati del lavoro certosino di analisi delle posizioni assicurative e delle situazioni pensionistiche degli assistiti, dove nella quasi totalità dei casi, le persone interessate avrebbero continuato a percepire l’importo della propria pensione ignorando che la stessa, in qualche caso da anni, era pagata con importi non corretti.

 
Il lavoro della struttura Epaca è ancora in pieno svolgimento e gli uffici segnalano alcuni casi di prossima definizione con importi ancora più eclatanti di quelli fin qui ottenuti. L’invito, quindi, per i pensionati continua ad essere quello di rivolgersi agli sportelli del patronato per un controllo della propria posizione pensionistica e previdenziale. L’EPACA, Ente di patrocinio ed assistenza per cittadini e l’agricoltura, fornisce assistenza e tutela per il conseguimento di benefici previdenziali, sociali, assistenziali, in sede amministrativa e di contenzioso, dei cittadini italiani, della generalità dei lavoratori, dei pensionati, degli stranieri ed apolidi.
 
Inoltre, Epaca, sulla base delle normative vigenti, garantisce informazioni, consulenze e servizi a tutti i cittadini in materia di risparmio previdenziale, diritto di famiglia e successione, mercato del lavoro, assistenza sanitaria, prestazioni sociali legate al reddito, anche facilitando l’accesso ai dati ed ai servizi della Pubblica Amministrazione e informa, inoltre, che è a disposizione - oltre che per verificare le posizioni pensionistiche e per fornire tutte le indicazioni del caso - per le verifiche dei verbali relativi ai controlli delle invalidità civili ed accompagnamenti, con medici legali ed avvocati, qualora fosse necessaria un'azione giudiziaria. Per conoscere l’ufficio EPACA più vicino si può visitare il portale www.epaca.it.



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29 dicembre 2009
La mafia bianca... e l'ovazione della gente
 Leggo su "stramesagne" l'articolo sull'apertura di un nuovo reparto nel nostro Ospedale di Mesagne... anzi no... leggo dell'ovazione della gente al Presidente Vendola. E già questa cosa la dice lunga... sulle intenzioni di questa inaugurazione.
Permettemi solo una provocazione: ma la nostra sanità vi piace? La gestione della sanità sia di Fitto che di Vendola vi soddisfa?
Per dirla con Gaber a me: “Mi fa male la mafia bianca, quella dei dottori, delle medicine, degli ospedali, dei professori.
Mi fa male chi specula sulla vita della gente. Sì, quelle brave persone che approfittano della debolezza del malato, dei suoi familiari. E ti fanno fare le analisi, anche se non ne hai bisogno. E ti mandano dall’amico specialista, tutti d’accordo, uno scambio, un giro d’affari, una grande abbuffata di pazienti. Sì, quegli avvoltoi che si buttano sui moribondi per tirargli fuori gli ultimi spiccioli, i chirurghi dal taglio facile e redditizio… sì, quelli che tagliano tutto, tutto.. gambe, braccia… e quando non ne hanno abbastanza… testicoli, seni, ovaie, uteri interi! Che gliene importa di un utero in più in meno!
Certo, mi fa male il cancro. Ma mi fa più male che il cancro sia il più grosso affare
economico del secolo.
Mi fa male chi crede che ci sia ancora qualcuno che pensa agli altri” anche quando aprono un nuovo reparto in tempo di campagna elettorale…. la chiamiano combinazione?



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SOCIETA'
23 dicembre 2009
Una società del "grazie"... una società mafiosa o di sudditi

Sembra quasi vivere in una "cultura del grazie"... potrebbe sembrare un inizio di un articolo di elogio di questa nostra società... invece no! Rifletto in questi giorni su quante volte la gente dice "grazie" quando riceve qualcosa di cui ha diritto. Si dice "grazie" al medico che ci visita o visita un proprio parente, "grazie" all'infermiere che esegue una terapia, "grazie" a chi istruisce una pratica per una pensione, "grazie" all'avvocato che paghiamo, "grazie" al dipendente pubblico che ci da un certificato (nonostante l'autocertificazione), "grazie" al poliziotto che ci fa passare senza fare una multa,,. etc.
Certo forse non ha tutti capita... però questa realtà esiste ed è preoccupante almeno quanto lo è la situazione in cui versa la nostra sanità (ma di queste cose scriverò prossimamente) e sulla remota possibilità di difendersi (vedi Tribunale del Malato)
Ogni volta una persona si trova nel bisogno, in difficoltà ecco che i suoi diritti diventano quasi dei "favori"... annullando di colpo tutti i progressi della democrazia e ritornando ad epoche dittatoriali (chiamatela "dittatura del più forte, della burocrazia, del bisogno") o mafiosi (perché è sulla mancata garanzia dei diritti che i mafiosi si fanno forti):




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POLITICA
14 dicembre 2009
Di Pietro: l'ayatollah italiano
 Sconsiderato, inopportuno, fascista, antidemocratico, pericoloso l'intervento di Di Pietro dopo l'aggressione al Presidente del Consiglio. Quando si arriva a comprendere (che di fatto, al di là delle parole, diventa legittimare) un atto di violenza nei confronti di un avversario è il segnale che dalla competizione e dialettica democratica si è passati alla negazione della libertà dell'altro con un atteggiamento simile a quello degli ayatollah iraniani, dei fascisti o dei terroristi
. La risposta di una democrazia? Estromettere, democraticamente e quindi non votandolo, Di Pietro dal Parlamento e dai Consigli regionali alle prossime elezioni. Il suo atteggiamento è una vergogna per il nostro Paese e per la nostra democrazia formatasi sencondo il principio del rispetto e della libertà dell'avversario.



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SOCIETA'
13 dicembre 2009
"Parlano, parlano di libertà, ma quando vedono un uomo libero, allora ne hanno paura"

"Parlano, parlano di libertà, ma quando vedono un uomo libero, allora ne hanno paura"
 In un mondo ancora controllato da dittatori e sovrani despoti (vedi, di oggi, le dichiarazioni contro l'opposizione in Iran), il controllo delle scelte fatto dalla società, le paure, i bisogni, etc. questa frase tratta Easy Rider, come quelle sullo stesso argomento di Gaber, la potremmo dedicare a molti molti politici, uomini della "società civile", "persone impegnate" da sempre timorosi di chi è realmente libero. Allora la ripropongo: "Parlano, parlano di libertà, ma quando vedono un uomo libero, allora ne hanno paura".




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POLITICA
13 dicembre 2009
Dopo le telecamere si attendono gesti coerenti

Una buona notizia quella della futura messa in funzione nel centro di Mesagne di alcune telecamere che serviranno a coadiuvare le forze dell'ordine per il controllo del territorio. Un successo del centrodestra che necessita di conferme per non rimare solo un atto di campagna elettorale. E sì, perché per combattere realmente l'illegalità bisognerebbe allontare da partiti e movimenti (del centrodestra come del centrosinistra, della destra come della sinistra) alcuni personaggi che notoriamente solo legati alla criminalità organizzata.
E' una perdita di voti? Forse...ma la politica non è solo una conta di vonti, è anche dignità! Ma la dignità spesso si vende per una poltrona!

SOCIETA'
12 dicembre 2009
Stiamo a guardare mentre si tentano furti alle 19:00 di sera?
Su mesagnenews.com si riporta una notizia (Mesagne: Ladri in casa mentre si rade la barba) di cui già conoscevo alcuni dettagli. I furti ci sono sempre stati e ci saranno sempre, alimentati da diversi fattori ma è compito della società, della politica, delle forze di polizia cercare di dare un argine a questo preoccupante fenomeno. Se il furto fosse riuscito e in casa i ladri avessero trovato una persona anziana cosa sarebbe successo?

Preoccupante che alle 19:00 (o anche prima) di sera nessuno abbia visto nulla, preoccupante non monitorare con attenzione tutti coloro che, magari ancora con restrizioni della libertà, hanno precedenti per gli stessi reati! Il primo impegno, quello di vigilare e denunciare, spetta alla società civile l'altro, esclusivamente, alle forze di polizia... per evitare che un giorno anche a Mesagne qualcuno decida di fare delle ronde anti-crimine.





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POLITICA
9 dicembre 2009
le richieste della Sinistra?
Leggo per passare il tempo, per conoscere, per curiosare, per informarmi, per appassionarmi o per indignarmi ogni giorno i nostri tanti giornali on.line ... ogni tanto li commento, talvolta dimentico quello che scrivano, altre volte... mi viene una rabbia....  Leggevo mesagnenews.com e trovo un articolo dal titolo "La Sinistra mesagne è pronta ad allargare il fronte". Vi riporto uno stralcio... cosa ne pensate?
"[... ] ispirandosi ai valori della partecipazione, della solidarietà e della sostenibilità, per una Città equa, aperta, viva, pongono all’attenzione dei cittadini, e di tutte le espressioni del centrosinistra, vari obiettivi come, ad esempio, “il pericoloso ritorno della criminalità, che nella nostra Città si manifesta in varie forme, bisogna ripartire dando priorità al tema della legalità e della sicurezza, con volontà politica determinata e in costante collaborazione con le Istituzioni e le espressioni sociali e civili presenti nella Città e nella Provincia; contrastare inoltre il regresso nei comportamenti pubblici degli ultimi anni attraverso la promozione e l’attuazione di pratiche di trasparenza e buon governo. Inoltre è imperativo promuovere e perseguire uno sviluppo territoriale sostenibile e innovativo”. [...]"
E penso... ma guarda un poco... ora, in campagna elettorale, si sono resi conto del problema della criminalità! Dite che riusciranno a passare dalle parole ai fatti?  Contrastare la criminalità che si manifesta nelle varie forme riguarda anche la politica? Vedremo dalle scelte e dalle candidature.
E poi ... ecco rispuntare una più timida "questione morale" quando ci raccontano che vogliono contrastare "il regresso dei comportamenti pubblici" con la "trasparenza e buon governo". A questo punto bisogna solo scegliere se ridere o piangere... scelgo la prima.
Ma cosa vogliono realmente? Bisogna leggere tutto l'articolo e alla fine.. ecco... spuntare  la richiesta: il candidato sindaco. Non ci credete? Così finisce l'articolo: "Infine il “Blocco” intende individuare un candidato sindaco capace di rappresentare tutte le espressioni del centrosinistra senza preclusioni nei confronti di nessuna area politica". A voi le conclusioni
POLITICA
29 novembre 2009
Ci provate ogni volta?
Non poteva che venire da Sinistra ... anzi da "A Sinistra" questa la  candidatura! Ormai è la terza volta... che si preoccupano solo di questo: il candidato sindaco. Ricordate Pompeo Molfetta contro Cosimo Faggiano con il vessillo della "questione morale"?
Ricordate durante l'ultima campagna elettorale le primarie ...tra Carmelo Molfetta (PD) e Giancarlo Canuto (A Sinistra)... vinte da Carmelo Molfetta nonostante i diversi voti di centrodestra per Canuto.
Ed ora... rieccoci! Tutto per una poltrona! Cambiano le idee, gli schieramenti, ma non il desiderio della poltrona di Sindaco.




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POLITICA
29 novembre 2009
Prima contro ora insieme? il baratro del ridicolo
Leggo su Stramesagne della possibile indicazione di Pompeo Molfetta (del Movimento A Sinistra) come candidato sindacato!
Ecco qua... ultimamente A Sinistra, dopo aver esaurito ogni suo motivo ideale di esistenza (se mai l'avesse avuto), cerca solo la candidatura a Sindaco.
Un movimento che fa cilecca ormai anche sulla situazione regionale (andate a leggere i due comunicati stampa sul sito del movimento) cerca di racimolare qualcosa almeno a Mesagne con un candidato sindaco(anche perché candidato al consiglio regionale sarà invece un esponente di Sinistra e Libertà, vogliamo scommettere?).
Molfetta dovrebbe essere candidato per il centrosinistra?  
Ma come... non era lo stesso personaggio candidato da A Sinistra "contro" il centrosinistra e Cosimo Faggiano? Non era A Sinistra quelli che al ballottaggio ... dicono di essersi astenuti (ma io ho dubbi?).
Triste la politica mesagnese... triste quando non si prende coscienza della fine di un ideale e si continua solo per un gioco di poltrone... triste che ci siano ancora persone (anche se poche) che continuino a votarle... in cambio di ideali? Mba... non è possibile

POLITICA
28 novembre 2009
Gli è rimasto solo Vendola
Bellissimo il comunicato stampa di "A Sinistra" per sostenere Vendola (andatelo a leggere su mesagnenews.com) e scoprirete che sono sempre stati "in linea con la scelta del nostro Movimento di svolgere un ruolo di raccordo tra tutte le forze di sinistra aperto alla collaborazione con il Partito Democratico". La battaglia contro l'allora candidato sindaco del centrosinistra, Cosimo Faggiano non la ricordano più? Nessuna "questione morale" da denunciare? Bé no... ora meglio concentrarsi nelle candidature alla regione.
e poi... ecco quello che dicono, tra le tante, nel loro comunicato: "Le nostre preoccupazioni non furono allora tenute nel debito conto ma oggi constatiamo con compiacimento che si sono fatte strada nel centro-sinistra e che il Partito Democratico, dopo qualche tentazione e qualche tentennamento, si è pronunciato nettamente e concordemente per la ricandidatura di Vendola che, sostenuto da una forte domanda di popolo, aveva già deciso di scendere comunque in campo. L’allargamento verso il centro moderato dell’intera coalizione che ha sostenuto la Giunta regionale uscente va perseguito sul terreno programmatico ma senza capitolazioni e senza dare spazio a concezioni per le quali tutte le alleanze hanno eguale valore e vengono scelte solo col metro della convenienza di partito o di gruppo"
Qualcuno gli ha detto che Massimo D'Alema non è del PDL? Quando si sceglie qualcosa non sempre è condiviso... tal volta si pensa che è meglio perdere con Vendola che bruciare uno nuovo... hi hi hi
Apertura al centro? Ma guarda... tra poco chiederanno anche l'apertura alla destra! Tanto quello che conta cos'è? Vincere...



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ECONOMIA
28 novembre 2009
DIGNITA' PER L'AGRICOLTURA?
 DIGNITA' PER L'AGRICOLTURA? Non certo grazie ad alcuni "rappresentanti del mondo agricolo"!
Leggo sul Sole 24ore di mercoledì a pagina 16 un articoletto (mica potevano dare troppo spazio gli industriali agli agricoltori... troppo buoni!)... avrei voluto non leggerlo.
[...] "Di circa 1,7 milioni di aziende, solo 450 mila sono strutturate e capitalizzate per affrontare i mercati. Il resto - come spesso sottolinea il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni - è un semplice presidio del territorio, agricoltura da hobby" [...]
Capite? Meglio non commentare... e subito dopo il giornalista continua raccontanto del risveglio dellla Cia sulle tematiche che Coldiretti affronta coraggiosamente e tenacemente da sola da molto tempo "Per la difesa di questa sparuta pattuglia d'imprese (le 450 mila? O tutte?) la Confederazione italiana agricoltori ha avviato la mobilitazione nazionale [...] Servono finanziamenti (almeno la copertura dei fondi precedenti ma soprattutto interventi strutturali per rilanciare i prodotti principe del made in Italy; per ridurre il differenziale tra prezzi allla produzione e al consume [...].
Verrebbe da dire: benvenuti finalmente! "Una filiera agricola tutta italiana" vi dice niente? E' il pensiero di Coldiretti!!!!
SOCIETA'
25 novembre 2009
Niente regali alle mafie



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POLITICA
25 novembre 2009
Libero insulto o libera informazione?

Scorrendo prima di addormentarmi le pagine virtuali di Mesagnesera mi imbatto in un articolo dedicato alle dichirazioni dell'Avvocato Poci. Non commento le dichiarazioni riportante nell'articolo... anzi sì! Ma solo per dire che non condivido! Ma sull'articolo la mia attenzione si sofferma ben poco... nulla di nuovo o di interessante per il sottoscritto. Mi soffermo invece sui commenti e il mio viso diventa sempre più rammaricato e disgustato (ma ad essere sinceri non sorpreso). Mesagnesera ha avuto in questi anni diverse trasformazioni: da giornale cartaceo a giornale on line, da giornale on line ad arena dove ognuno può liberamente insultare! E' necessario questo pur di farsi legger.e?




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POLITICA
21 novembre 2009
Riecco gli alleati del centrodestra
   Rieccoli,dalle estreme posizioni di sinistra, i vecchi sostenitori del "centrodestra": come qualche anno fa! Non più avendo come slogan: "la questione morale" (a cui nessuno credeva e neanche loro ne erano degni rappresentanti) ma questa volta ancora più sfacciati, questa volta come slogan: "vogliamo le poltrone"! E se non potrà essere Mesa gne (magari... con le primarie si perde) sarà la regione! E dite che la "sinistra dura e pura" di Mesagne è fondata su ideali e valori o su logiche di potere? Poi qualcuno parla del 20% Scommetto pubblicamente tutti insieme prenderanno al massimo due consiglieri e magari un consigliere regionale.

Ma come è possibile che ci siano ancora mesagnesi che danno la loro preferenza a queste persone? Fortuna che la democrazia è forte delle sue leggi... e sono destinati pian pianino a scomparire.

http://www.ilgazzettinobr.it/index.php?option=com_content&task=view&id=6457&Itemid=1
SOCIETA'
5 novembre 2009
Influenza A... poca chiarezza!
  
Ci raccontano che è una normale influenza... allora perché questa lista dei defunti nella pagine dei giornali? Cosa pensate voi nel leggere una pagina come questa di corriere.it:  http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_03/scheda-nuova-vittime-influenza_b50e0052-c84b-11de-b35b-00144f02aabc.shtml ?
L'importante è vendere? E vendere cosa? I giornali o i vaccini antinfluenzali? Che brutta cosa non poter sapere... e dover leggere tutto e il contrario di tutto. "E' una pandemia"; "No, è come una normale infl...uenza stagionale". Vaccino a tutti? Vaccino a nessuno? La chiarezza? Utopia!
POLITICA
4 novembre 2009
Via alla campagna elettorale

 Dopo le dimissioni "convinte" rientrate del Sindaco Incalza sono le dimissioni di 11 consiglieri (10 dell'opposizione ed uno della maggioranza) a far cadere la oramai moribonda giunta di centrodestra. Ed è il via alla campagna elettorale? Sì Via alle danze.
Speriamo solo di non dover veder ricandidati i "contestatori di multe" e altri assessori distintisi non certo per impeccabilità amministrativa da una parte e che dall'altra parte al centrosinistra non venga l'idea di premiare chi ha fatto cadere la giunta pur facendo parte della stessa coalizione (sarebbe quasi un comprare i voti!) o chi ha fatto vincere Incalza dopo aver impostato la campagna elettorale precedente  sulla "questione morale" (per la quale vale sempre il motto evangelico: "prima di guardare la pagliuzza nell'occhio del fratello....") per poi ritornare pentiti (dopo aver fatto danno) e fin troppo ben accolti nella coalizione che avevano condannato come "immorale" (per essere buoni!).

La politica è per il servizo del città... non dei propri tornaconti elettorali.

4 novembre 2009
Contro la Sacra Corona Unita
 Vi riporto l'articolo apparso su Mesagnenews e sul Nuovo Quotidiano. Preciso solo che non ho avuto io l'onore di fondare, come si potrebbe capire dall'articolo, questo gruppo ma Francesco Parisi! Comunque anche se internet può diventare un comodo strumento di denuncia la lotta vera la si fà nelle strade delle nostre città, è li che non dobbiamo chiudere gli occhi!
A Mesagne nasce un gruppo contro la Sacra corona unita PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
martedì 03 novembre 2009

facebook.jpgA Mesagne nasce un gruppo contro la Sacra corona unita composto da ben 475 membri. Un gruppo che si è formato su Facebook che in queste ore sta avendo un successo sociale davvero apprezzabile. Le adesioni giungono da mesagnesi ma anche da gente di fuori città che vuole offrire il proprio contributo alla lotta alla criminalità organizzata. Un monito arriva da alcuni ragazzi di Palermo: “Attenzione - scrivono – quando credete che avete sconfitta la mafia essa risorge dalle sue ceneri”. Insomma l’invito a non abbassare la guardia è quanto mai attuale.

Nella copertina di presentazione del gruppo, proposto da Angelo Carluccio, si legge: “La Scu è una piaga che per anni ha contribuito a non far crescere i nostri territori pugliesi e a creare paura e sconforto, ma che oggi seppur non molto visibile e spesso nel silenzio continua nella sua opera di devastazione cercando di infiltrarsi nelle amministrazioni pubbliche e continuando i suoi sporchi affari di traffici di armi e droga. Tutti i pugliesi oggi devono ancora avere l'obbligo morale e civile di combatterla”. Inutile dire che tanti sono gli interventi della gente che esprime solidarietà al problema. Abbiamo scelto solo alcune testimonianze. Angelo, ad esempio, scrive “Insieme associazioni, imprese, mondo laico ed ecclesiale, tutti insieme possiamo riuscire a sconfiggere definitivamente quella meschinità che è la Sacra Corona Unita”; Andrea dice: “Ciao ragazzi sono un palermitano ma per solidarietà agli amici pugliesi onesti mi sono unito a questo gruppo, e poi in Sicilia c'è una situazione analoga la mafia non si vede più ma c'e' ed è un pericolo grave”, Sorina: “Non sono italiana ma al mio paese c’è un detto che dice che Dio ti fa vedere la strada ma tu puoi scegliere come percorrerla”, Emanuela grida con tutto il fiato che ha in gola che: “La Scu non ci appartiene, non la vogliamo. La mafia dobbiamo farla morire”, infine Ivano conclude con un invito: “Dai diamanti non nasce niente dal letame, invece, nascono i fiori».

1 novembre 2009
La congiura del silenzio
 "La congiura del silenzio" titola liberazione... e in effetti girando fra i siti dei diversi partiti e delle maggiori testate on.line si legge poco di questa notizia, Stefano Cucchi sembra quasi passare già nel dimenticatoio.
L'Italia è un paese strano.. addosso ai carabinieri durante il G8 per difendere... qualcosa che era indifendibile (ricordate Giuliani con l'estintore in mano?), ed ora invece per Stefano Cucchi quasi nessuna indignazione

Vi propongo quello che viene scritto sul sito del PD: Si può morire in carcere a 31 anni. Si può morire senza una causa precisa. Si può morire senza che i propri cari vengano a saperlo. Non succede a Guantanamo, né in una sperduta prigione di guerra. Succede in Italia, dove i diritti umani, e quelli degli imputati in particolare, hanno cittadinanza fin dal 1800, dove la Costituzione tutela la dignità personale e l’integrità fisica, dove una settimana fa Stefano Cucchi, detenuto per possesso di una modesta quantità di droga, è morto inspiegabilmente.

Era stato arrestato il 16 ottobre, ricondotto a casa per la perquisizione dell’appartamento e poi accompagnato nel carcere romano di Regina Coeli. “Stava bene” ripetono i familiari rievocando l’immagine di Stefano che varcava la soglia di casa scortato da due agenti. I genitori e la sorella non lo sapevano, ma quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbero visto il giovane in buone condizioni di salute. Al processo per direttissima, avvenuto il giorno seguente, in aula c’era una altra persona: una ragazzo molto più magro, fisicamente provato, con la faccia gonfia e gli occhi tumefatti. Per la famiglia, che assiste impotente al calvario del trentunenne, nessuna spiegazione.

Gli arresti domiciliari, generalmente disposti per reati di minore entità come quello commesso da Stefano, non vengono concessi. Il giovane rimane in carcere, anche se per poco. Nel giro di un paio di giorni viene trasferito al reparto detentivo dell’ospedale Pertini, ufficialmente “per dolori alla schiena”. I familiari, accorsi in ospedale, si scontrano con una muro di silenzio e di omertà. Non possono vedere il loro caro, non possono parlargli e nessuno, né forze dell’ordine, né personale ospedaliero, ha intenzione di informarli sulle sue condizioni.

Pochi giorni dopo, inesorabile e fredda, come solo un atto burocratico può essere, alla famiglia viene notificata un’ordinanza del tribunale: per Stefano Cucchi è stata disposta un autopsia che accerti le cause del decesso. Stefano è morto. Nessuno si è preoccupato di avvertire i suoi parenti, nessuno ha mostrato un briciolo di solidarietà umana, nessuno si è fermato per dire un semplice “mi dispiace”. Alla sorella e ai genitori rimane questo: quelle quattro righe vigliacche e una voragine di dolore.

Quando finalmente viene accordato loro il permesso di far visita al figlio e fratello in obitorio, lo scenario sembra quello di un incubo. Quello non è Stefano. “Aveva il volto pesto, un occhio fuori dal bulbo, la mandibola storta" ricorda la sorella. Ancora una volta nessuno sente la necessità di spiegare perché un giovane in buona salute sia morto e soprattutto perché il suo corpo porti i segni di una ferocia inaudita.

A questo punto la vicenda personale diventa questione nazionale. Un banco di prova per questo paese, per dimostrare che la capacità di indignarsi è ancora parte del suo patrimonio, per non fare della morte più brutale una delle tante aberrazioni a cui ci siamo lentamente abituati. I senatori del Partito Democratico pretendono chiarezza dal governo: “La morte di Stefano Cucchi - dichiarano i senatori Roberto Della Seta e Donatella Poretti - il 31enne arrestato a Roma per possesso di droga e morto dopo sei giorni di detenzione, ricorda in qualche modo la drammatica vicenda di Federico Aldovrandi, il ragazzo morto nel 2005 a Ferrara dopo una colluttazione con dei poliziotti che lo stavano arrestando. I motivi che hanno portato alla morte del giovane romano devono essere chiariti nel più breve tempo possibile, facendo luce sui troppi punti oscuri della vicenda. Una persona viene arrestata condotta in carcere e dopo sei giorni in cui viene negato ai familiari il permesso di visitarlo muore per un arresto cardiaco nel reparto carcerario dell'ospedale Pertini, ma dopo aver subito quello che appare quasi certamente come un pestaggio: i familiari riferiscono di aver visto il volto del loro congiunto tumefatto, con la mandibola storta ed un occhio fuori dall'orbita oculare. Se quanto asserito dai familiari di Cucchi corrisponde al vero si tratterebbe inequivocabilmente di percosse fisiche subite quando il soggetto era trattenuto dall'autorità giudiziaria. Per la giustizia di un paese che non deve conoscere pratiche da regimi dittatoriali, e per rispetto nei confronti dei familiari della vittima, e' indispensabile chiarire rapidamente chi e quando ha inflitto le percosse al giovane, se e' stata prestata tutta l'assistenza medica necessaria e se non vi siano state omissioni, o peggio, coperture nei riguardi di chi ha causato le lesioni, e forse la morte, del giovane Cucchi. Chiediamo ai ministri Alfano e La Russa se non ritengano necessario avviare un'approfondita indagine su questa tragica vicenda, e di procedere con la massima severita' nei confronti di chi, all'interno della pubblica amministrazione, si sia reso corresponsabile della morte di un ragazzo di 31 anni''.

Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD ''Gli italiani, tutti, hanno bisogno di avere fiducia nelle forze dell'ordine e nel rispetto della legalita' da parte di chi e' chiamato a far si' che non venga mai violata. La morte di Stefano Cucchi, 31 anni, arrestato per possesso di stupefacenti e restituito cadavere alla sua famiglia dopo otto giorni trascorsi tra carcere e ospedale, ha bisogno di spiegazioni che non vanno soltanto ai suoi parenti o a chi lo conosceva, ma a chi non vuole perdere quella fiducia e quel rispetto verso lo Stato. Mercoledi la presidenza del nostro gruppo ha fatto un'interrogazione nell'aula di Montecitorio ricordando che i genitori del ragazzo non avevano neanche potuto nominare un perito di parte che assistesse all'autopsia. Abbiamo chiesto al ministro Alfano quali urgenti iniziative intendesse assumere per fare piena luce sulle dinamiche che hanno portato all'aggravamento delle sue condizioni fisiche e quindi al decesso. Dalle parole del ministro abbiamo appreso che Stefano avrebbe parlato di una caduta accidentale'. Le foto mostrate ieri dalla famiglia, che non ha potuto vederlo neanche in ospedale, ora sono sotto gli occhi di tutti. Tutti aspettano verita' sulla morte di un ragazzo di 31 anni. Noi continueremo a chiederla''.

La capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, ribadisce: "In assenza di risposte concrete da parte del ministro Alfano, le foto del corpo di Stefano Cucchi sono un inequivocabile atto d'accusa al sistema giustizia italiano. Ma come e' possibile che un ragazzo che, come dicono i familiari, al momento dell'arresto stava bene, dopo poche ore si possa trovare nelle condizioni che abbiamo visto oggi? Esiste un rapporto relativo alle lesioni e alle contusioni? E poi, chi ha disposto, e per quali ragioni processuali, il divieto di incontrare i familiari? Che cosa o chi si voleva nascondere? Ieri alla Camera il ministro si e' limitato a dire che seguirà personalmente il caso. Ma oggi, dopo aver visto le foto siamo ancora più convinti che non basta, che servono risposte immediate e non un mero elenco di passaggi cronologici, che hanno il marchio della peggiore burocrazia e non aiutano a ricostruire la verità dei fatti e ad individuare eventuali responsabilità. Chiediamo risposte urgenti: ne va della credibilità delle istituzioni".


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